Controversie inerenti a successioni a causa di morte e donazioni

La successione per causa di morte è il “passaggio” di beni e di diritti da una persona defunta agli aventi diritto. Normalmente, l'apertura della successione, vale a dire il trasferimento dei diritti ereditari, avviene (secondo quanto recita l’art. 456 codice civile) alla data del decesso e nel luogo dell'ultimo domicilio del defunto.

Tutti i beni del defunto si chiamano “asse”. L’erede subentra in tutti i rapporti giuridici che fanno capo al “de cuius”, sia per quanto riguarda i crediti, e sia per quanto riguarda le passività; ma non esiste alcun obbligo da parte dell’erede di accettare l’eredità, che può quindi venire anche rifiutata.

L’Avv. Cesare Menotto Zauli si è occupato e si occupa, fra le altre svariate tematiche, di: accettazione di eredità, certificato successorio europeo, rinuncia all’eredità, sostituzione, rappresentazione, accrescimento, diritti dei legittimari, successione testamentaria, azioni di ricostruzione dell’asse, azioni di riduzione nell’interesse dei legittimari, pretese di collazione e di divisione, testamenti, legati, accettazioni di eredità con beneficio di inventario ed altresì delle tematiche connesse come donazioni dirette ed indirette eseguite a favore di coeredi.

Tutte queste azioni devono essere precedute dalla cd. mediazione obbligatoria e, per quanto possibile, è sempre utile tentare, specie in quest’ambito, una soluzione condivisa.

Infatti, le successioni a causa di morte sono pratiche connotate da una certa delicatezza perché presuppongono a volte intricati rapporti famigliari.

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